“Legge 3” e nuove traiettorie della disciplina del sovraindebitamento

Il 25 ottobre 2021 alle ore 15.00 presso la Scuola di Management ed Economia dell’Università di Torino  si svolgerà il convegno dal titolo “Legge 3” e nuove traiettorie della disciplina del sovraindebitamento, in occasione della pubblicazione del volume La nuova disciplina del sovraindebitamento, diretto da Maurizio Irrera e Stefano A. Cerrato e coordinato da Federica Pasquariello, Bologna, 2021.

L’evento sarà contemporaneamente trasmesso anche in streaming al link indicato sulla locandina. Per visualizzarla, clicca [qui].

*Il convegno è inserito nel programma formativo dell’ODCEC di Torino al fine del riconoscimento dei relativi crediti formativi ed è accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Torino (ma darà diritto al riconoscimento dei relativi crediti formativi solo in caso di partecipazione in presenza); è altresì accreditato dai Dottorati in Business and Management e Diritto, persona e mercato dell’Università di Torino.

 

La nuova disciplina del sovraindebitamento

Si segnala la recente pubblicazione del volume “La nuova disciplina del sovraindebitamento“, diretto dai proff. Maurizio Irrera e Stefano A. Cerrato, Presidente e Direttore del Centro Crisi, alla cui redazione hanno partecipato numerosi studiosi aderenti al Centro.

Il volume è dedicato alla disciplina del sovraindebitamento, unica parte del Codice della Crisi integralmente in vigore, ed è aggiornato al Decreto correttivo (d.lgs. 147/2020) e alla più recente giurisprudenza del 2021.

Note su Capo I (artt. 1 – 23), DDL. 2371 (conversione DL. 118/2021)

Il Centro CRISI ritiene utile dare adeguata visibilità alle osservazioni richieste ed inviate dal Prof. Rolandino Guidotti, associato di diritto commerciale presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e studioso coinvolto nel Centro, alla 10a Commissione permanente industria, commercio e turismo istituita presso il Senato della Repubblica con riferimento al disegno di legge n. 2371 (conversione del decreto-legge 118/2021 – Crisi d’impresa e norme sulla giustizia).

Le presenti note riguardano il Capo I (artt. 1 – 23) del decreto in corso di conversione, che si occupa delle misure urgenti in materia di crisi d’impresa e di risanamento aziendale.

Per scaricare il pdf, cliccare [qui].

Nuove tavole sinottiche

Nella sezione dedicata a “Codice della crisi e legislazione vigente” sono pubblicate due nuove tavole sinottiche che tengono conto delle ultime novità normative ed, in particolare:

  • una Tavola sinottica di confronto sul Codice della Crisi – normativa aggiornata al d.l. n. 118/2021
  • una Tavola sinottica di confronto sulla Legge Fallimentare – normativa aggiornata alla l.l. 27 novembre 2020, n. 159 e al d.l. 24 agosto 2021

Novità sul Codice della Crisi

Lo scorso 24 agosto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.L. n 118/2021 (già in vigore dal giorno successivo) che, modificando l’art. 389 del D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, dispone il rinvio dell’entrata in vigore del Codice della crisi al 16 maggio 2022.

Più in particolare, il testo del decreto prevede:

– un rinvio generalizzato dell’entrata in vigore del Codice della crisi, funzionale anche all’adeguamento degli istituti in esso contenuti alla Direttiva europea 2019/1023 sui quadri di ristrutturazione preventiva;

– un ulteriore rinvio del Titolo II del Codice della crisi, relativo alle misure di allerta, al 31 dicembre 2023;

– una nuova procedura di “composizione negoziata della crisi” (artt. 2-17), tesa a favorire il risanamento, con costi e in tempi contenuti, delle imprese in difficoltà. Si tratta di un istituto attivabile su base esclusivamente volontaria, cui si accede tramite istanza telematica alla Camera di commercio competente, la quale – per il tramite di una commissione – nomina un esperto terzo, indipendente e munito di specifiche competenze, cui è affidato il compito di agevolare le trattative con i creditori;

– l’anticipazione di alcuni strumenti di composizione negoziale, già previsti dal Codice della crisi, introdotti mediante la modifica delle norme della Legge Fallimentare (R.D. 16 marzo 1942, n. 267) ancora in vigore.

Clicca [qui] per visualizzare l’atto completo pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

 

 

Dalla continuità alla sostenibilità. Rapporto banca-impresa.

Lunedì 12 luglio 2021 dalle ore 15.00 alle ore 18.00, si terrà il convegno dal titolo “Dalla continuità alla sostenibilità. Rapporto banca-impresa. Informativa finanziaria aziendale: visto di conformità e congruità“.

L’evento sarà fruibile in diretta, senza necessità di preventiva iscrizione, attraverso l’area riservata del sito www.odcec.torino.it – Webinar live. Per scaricare la locandina ed il programma, clicca qui.

 

Attenzione a non comprimere l’autonomia dell’imprenditore

Il prof. Cerrato, direttore del Centro CRISI, si è espresso sulla attuale situazione di crisi delle imprese in Italia in occasione di un’intervista pubblicata sul Corriere della Sera del 28 marzo 2021.

In particolare, il prof. Cerrato sottolinea la necessità di frenare il meccanismo degli aiuti a pioggia erogati sinora a qualsiasi impresa indiscriminatamente, poichè falsa il mercato in maniera significativa: per fare un esempio, nel 2020 i fallimenti in Piemonte sono stati 7.549, contro i 10.000 degli anni precedenti. Ciò è avvenuto solo come effetto della moratoria delle procedure fallimentari, e ha consentito anche ad imprese che in condizioni normali non sarebbero sopravvissute di continuare ad operare e ricevere aiuti. Aggiunge, inoltre, che è importante che questa iniezione di denaro pubblico nelle imprese che lo meritano non vada in ogni caso a comprimere l’autonomia dell’imprenditore nell’organizzazione e nella gestione.

Ricorda, infine, tra gli strumenti utili a fronteggiare la presente e futura situazione di crisi economica, la legge sul sovraindebitamento; accenna poi al Codice della crisi che, pur approvato nel 2019, non è ancora entrato in vigore e che comunque introdurrebbe un sistema di rilevazione tempestiva della crisi che mal si coniugherebbe con la congiuntura economica attuale, in cui tutte le imprese di fatto presenterebbero indici di crisi.